sabato 31 maggio 2008

Riporto alcune considerazioni del giornalista D'Avnazo apparse oggi su Repubblica in merito alla seconda calata di Berlusconi a Napoli con parte del suo esecutivo.
"L'emergenza napoletana si definisce ora compiutamente come "uno stato d'eccezione", come un "vuoto del diritto" che interrompe la norma e trasforma il diritto in una "prassi" dove la decisione "non può essere mai interamente determinata dalla norma". È in questo scarto che nascono le torsioni costituzionali che Berlusconi non riconosce. Il governo si sceglierà allora i magistrati che dovranno controllare le sue iniziative. I campani saranno meno protetti dalla legge. Ciò che è "tossico" altrove, non lo sarà in Campania. Ciò che altrove è considerato "pericoloso", qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia sanitaria qui non saranno in vigore o lo saranno affievolite."
Ancora si legge: " L'annuncio dell'"uso della forza dello Stato" chiude ogni spazio di mediazione. Berlusconi può vantare nel suo arroccamento il beneplacito dell'opposizione, l'intesa delle istituzioni locali e soprattutto la drammaticità della crisi. Nei prossimi giorni, sapremo se sono elementi sufficienti per piegare con "la forza" le popolazioni e far dimenticare le manomissioni costituzionali e lo sbaraglio del potere di controllo di una magistratura indipendente.

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