giovedì 5 giugno 2008

Un'ulteriore picconata alla democrazia partecipativa


Comincio ad essere seriamente preoccupato per l'aria che tira su certi fronti. Dal punto di vista normativo stanno uscendo delle cose che fanno accapponare la pelle e lasciano una certa angoscia. Potrei elencare una serie di decreti ed ordinanze emanate dalla Presidenza del Consiglio bipartisan che limitano fortemente la partecipazione consapevole della cittadinanza a certe scelte. Il D.L. n° 90 concernente misure straordianrie per la gestione dello smaltimento rifiuti in Campania è solo l'ultimo atto che ha avuto una certa risonanza. Ma c'è un DPCM, datato 8 Aprile 2008, pubblicato sulla GU n° 90, inerente il segreto di Stato che quatto quatto è passato quasi inosservato. L'art. 2 di tale Decreto, firmato Prodi, "disciplina i criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attivita', delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato, nonche' individua gli uffici competenti a svolgere, nei luoghi coperti da segreto di Stato, le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco." Nell'elenco allegato si individuano tutte le attività ed i documenti, atti coperti da segreto di Stato. Al punto 17 rientrano gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche.

Potremmo quindi non sapere più nulla circa la localizzazione, il funzionamento ed il monitoraggio ambientale di centrali nucleari e depositi di scorie, rigassificatori, centrali termoelettriche, termovalorizzatori. A questo punto potrebbero essere secretati i dati relativi alle emissioni dai camini degli inceneritori, la vecchia fabbrica vicino casa mia potrebbe divenire sede di stoccaggio di scorie radioattive!

Questa norma è stata oggetto di interrogazione parlamentare europeo in quanto contrasta con le disposizioni comunitarie circa l'accesso del pubblico all'informazione ambientale (direttiva n. 2003/4/CE ). Staremo a vedere se anche su questo ci sarà un pronunciamento che possa rimettere in discussione tale decreto.

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