
Comincio ad essere seriamente preoccupato per l'aria che tira su certi fronti. Dal punto di vista normativo stanno uscendo delle cose che fanno accapponare la pelle e lasciano una certa angoscia. Potrei elencare una serie di decreti ed ordinanze emanate dalla Presidenza del Consiglio bipartisan che limitano fortemente la partecipazione consapevole della cittadinanza a certe scelte. Il D.L. n° 90 concernente misure straordianrie per la gestione dello smaltimento rifiuti in Campania è solo l'ultimo atto che ha avuto una certa risonanza. Ma c'è un DPCM, datato 8 Aprile 2008, pubblicato sulla GU n° 90, inerente il segreto di Stato che quatto quatto è passato quasi inosservato. L'art. 2 di tale Decreto, firmato Prodi, "disciplina i criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attivita', delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato, nonche' individua gli uffici competenti a svolgere, nei luoghi coperti da segreto di Stato, le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco." Nell'elenco allegato si individuano tutte le attività ed i documenti, atti coperti da segreto di Stato. Al punto 17 rientrano gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche.
Potremmo quindi non sapere più nulla circa la localizzazione, il funzionamento ed il monitoraggio ambientale di centrali nucleari e depositi di scorie, rigassificatori, centrali termoelettriche, termovalorizzatori. A questo punto potrebbero essere secretati i dati relativi alle emissioni dai camini degli inceneritori, la vecchia fabbrica vicino casa mia potrebbe divenire sede di stoccaggio di scorie radioattive!
Questa norma è stata oggetto di interrogazione parlamentare europeo in quanto contrasta con le disposizioni comunitarie circa l'accesso del pubblico all'informazione ambientale (direttiva n. 2003/4/CE ). Staremo a vedere se anche su questo ci sarà un pronunciamento che possa rimettere in discussione tale decreto.
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