
Un sentimento di vergogna contraddistingue la mia appartenenza alla comunità campana a seguito dell’ennesima crisi nella gestione dei rifiuti. Crisi purtroppo annunciata nei mesi scorsi, cui siamo puntualmente giunti in uno dei periodi sia di maggiore produzione dei rifiuti che di maggiore attrattiva turistica. Immagini della Napoli millecolori che hanno fatto il giro del mondo, sulle testate dei quotidiani e dei siti internat più disparati, sparse sul globo. Raccapriccianti le immagini di cumuli dati alle fiamme da gente esasperata dal puzzo nauseabondo e dalla mano interessata della criminalità organizzata, che lucra ingenti quantità di denaro attraverso lo smaltimento sia illegale che legale dei rifiuti. Si parla alla data di oggi (8 gennaio) si circa 5200 tonnellate di rifiuti giacenti lungo le strade di Napoli per non parlare di tutta la provincia circostante e casertana (probabilmente 100.000 tonnellate). I rappresentanti politici regionali sfilano tra le poltrone di Porta a Porta e le interviste ai telegiornali, chiusi nei loro palazzi ovviamente guardandosi bene dall’interagire direttamente con la folla incazzata, tutti fermi nella loro indisponibilità a lasciare la poltrona cui sono attaccati da troppi anni. é dunque il fallimento della politica a tutti i livelli quello che abbiamo sotto gli occhi, politica intesa come dialogo tra le persone alla ricerca di soluzioni a problemi che interessano la comunità. Centrosinistra incapace di dialogare con la gente al fine di prendere decisioni condivise e centrodestra che in maniera opportunistica cavalca l’onda per ottenere consenso elettorale. In queste ore si pensa di sopperire all’emergenza aprendo le quattro discariche che erano già state preventivate nel decreto legge del maggio 2007 che dovranno affiancare quella di Pianura, la megadiscarica chiusa nel 1996 dopo 40 di sversamento. Il Governo Prodi ha deciso di prendere in mano la situazione per giungere ad una soluzione radicale, staremo a vedere cosa uscirà dal parto se un topolino o una precisa assunzione di responsabilità, come ha detto Napolitano. Nel frattempo dovrà viaggiare ad alta velocità la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, i cui lavori di completamento devono ancora essere aggiudicati. E la raccolta differenziata? Perché non è partita nella stragrande maggioranza dei comuni campani? Di fronte all’incapacità gestionale di un simile problema è necessario indignarsi, ma allo stesso tempo reagire arginando lo straripamento di questo fiume di monnezza che rischia di sommerge tutto. Ricordiamocene quando questi stessi personaggi che hanno indegnamente governato il territorio si ripresenteranno, ripuliti e riciclati, al cospetto degli elettori. È allora che dovremo incidere fortemente e materializzare questa indignazione!
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