venerdì 2 ottobre 2009

Eventi che si ripetono

Sono ancora in corso le operazioni di salvataggio degli abitanti di alcuni paesi in provincia di Messina colpiti dal nubifragio di ieri che ha scatenato frane ed alluvioni. Sono 18 i morti accertati, ma si teme un bilancio ancora più negativo in quanto sono 20 ancora i dispersi. Il rischio idrogeologico in Italia è diffuso, quasi endemico e la Sicilia è un territorio fra i più esposti. Le aree a rischio si conoscono oramai più o meno bene, noi geologi produciamo studi e carte dove tutto è messo nero su bianco con tanto di limiti e classificazioni. Ogni comune che è dotato di piano regolatore ne è provvisto. Come sempre succede tutte queste conoscenze si perdono tra gli scaffali degli enti locali, riempiono faldoni che stanno a prendere la polvere; le conoscenze geologiche del territorio quasi mai si traducono in scelte urbanistiche compatibili. A ciò si aggiunga la piaga dell'abusivismo dilagante aiutato da un clientelismo politico ormai indecente a tutti i livelli. Le frane di Giampilieri ricordano molto le frane di Sarno, e san Felice a Cancello ovvero le colate di fango e detriti che si distaccano da versanti scoscesi, ripidi e che fluiscono a valle travolgendo tutto. I rilievi di Giampilieri sono molto ripidi e finiscono direttamente a mare e sono incisi da profondi valloni che sono frequentemente secchi, ma che si trasformano in paurose fiumare quando le piogge si concentrano in poche decine di minuti. Ovviamente se si costruisce a ridosso o perfino dentro gli alvei di queste fiumare, le conseguenze sono queste. Alcuni rioni sono stati addirittura costruiti ai piedi di versanti ripidi con abitazioni quasi senza soluzioni di continuità. Inlotre si deve tenere in debito conto il fatto che quelle colline sono puntualmente percorse dal fuoco nel periodo estivo, esponendo il suolo nudo allo scorrimento delle acque meteoriche.
Di scenari simili in Italia ce ne sono purtroppo tanti; la catastrofe è sempre dietro l'angolo. Chi gestisce il territorio si trincera dietro all'evento eccezionale, ignorando le cause imputabili all'incuria e alla cattiva pianificazione. La storia si ripeterà sempre uguale a se stessa, quando ci saranno i morti qualcuno invocherà giustizia ma di responsabilità non se ne caverà mai nulla.

Nessun commento: